La pesca eccessiva nuoce all’oceano

C'è davvero un sacco di pesce nel mare? Purtroppo... non è più così. Attualmente consumiamo pesce a una velocità superiore rispetto a quella che servirebbe ai nostri amici marini per riprodursi. Questa situazione non è dannosa solo per i pesci, ma anche per la salute dell'oceano e delle persone per le quali esso rappresenta una fonte di sostentamento.

Con le sue tre file di piccoli denti e il suo corpo lungo un metro ricoperto di piccole spine, non si può certo dire che il granatiere sia grazioso quanto un panda gigante. Peccato, però, che sia ancora più a rischio di estinzione. Eppure, il Consiglio dei ministri della pesca si è sottratto all'impegno di porre fine, entro il 2020, alla pesca eccessiva di specie di acque profonde, consentendo ai pescatori di catturare più granatieri di quanto sia stato raccomandato dagli scienziati.

Ci sono semplicemente troppi pescherecci, a fronte di un'esigua quantità di pesci. In tutto il mondo, la pesca è incrementata a una velocità doppia rispetto a quella con cui è incrementata la popolazione. Il Mediterraneo è il mare col più alto tasso di pesca eccessiva del mondo: oltre l’87% degli stock ittici viene sovrasfruttato. Nell'Atlantico nordorientale, questa condizione interessa oltre il 40% degli stock.Questa situazione danneggia anche gli stessi pescatori, in quanto si trovano costretti a dover lavorare molto più duramente per cercare di pescare in acque che, però, si stanno svuotando.

Alcune tecniche di pesca sono particolarmente dannose, soprattutto quelle che non sono sufficientemente selettive. La pesca a strascico, ad esempio, distrugge le barriere coralline, rimuove le alghe marine e spazza via dal fondale marino interi ecosistemi. Altre tecniche di pesca non selettive catturano squali, tartarughe, uccelli marini, delfini e altri mammiferi, così come molti altri pesci che non rientrano tra i veri bersagli. Ognuno di questi animali fa parte di un ecosistema, dove oltre a essere un predatore è anche una preda naturale. La devastazione di una specie colpisce, in una reazione a catena, le piante e gli animali di cui essa si nutriva e quelli per cui essa rappresentava una fonte di nutrimento: l'intero ecosistema rischia di venire destabilizzato.

Tutti noi, nel nostro piccolo, possiamo fare la nostra parte scegliendo di mangiare pesce in modo sostenibile (aiutandoci anche con la Good Fish Guide, la guida al buon pesce). Il vero cambiamento, però, non può prescindere dall'intervento dei nostri governi.

Chiediamo ai nostri governi di:

  • Agire per porre fine alla pesca eccessiva

  • Agire per impedire le catture accidentali

  • Agire per vietare la pesca distruttiva

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